Fiocinini, la storia dei banditi delle valli di Comacchio


Nelle case ai lidi ferraresi si respira sempre un'aria magica, quasi da leggenda, ed è quella dei fiocinini, una storia di solidarietà e voglia di vivere, narrata in un tempo in cui la pesca nelle valli era “illegale” per buona parte della popolazione.

La storia dei fiocinini

Se durante una delle tue visite a Comacchio alla ricerca di offerte di vendita appartamenti lidi ferraresi ti inoltrassi nella valli del paese, scopriresti questa bellissima storia.
Ma non temere, nel frattempo te la raccontiamo noi.

Per capire la storia dei fiocinini occorre fare un grande passo indietro sino a quando Comacchio era sotto il dominio dello Stato Pontificio, il quale dichiarò la pesca all'anguilla riservata esclusivamente ai dipendenti proprio dello Stato Papale, rendendola illegale per oltre metà della popolazione della zona.

La zona delle valli rendeva estremamente difficoltoso praticare l'allevamento o l'agricoltura, quindi l'unica soluzione per il sostentamento della famiglia era quello di praticare la pesca di frodo, creando così una grande rivalità: fiocinini contro guardie.

I primi si muovevano su imbarcazioni molto piccole, larghe appena 45 centimetri e lunghe circa 4 metri, pescando “di frodo” al calar del sole, mentre i secondi erano addetti ad impedire il furto del pesce.

L'organizzazione etica dei fiocinini

I fiocinini, durante il loro imperversare nelle valli di Comacchio, erano organizzati in modo strategico per portare sempre la pesca a compimento, anche perché in caso di un esito negativo le famiglie sarebbero rimaste senza alcun nutrimento.
Per questo era prassi comune che ad ogni scorribanda fosse indicato un fiocinino “sacrificabile” che si sarebbe fatto catturare per permettere agli altri di scappare.
In tutto questo, gli altri fiocinini si prendevano l'impegno supremo di prendersi cura della famiglia della persona catturata che avrebbe passato – per forza di cose - un periodo in carcere.
Si trattava di una sorta di soccorso collettivo.

Una rivalità a volte “finta”

In tutto questo non c'è mai stata una netta divisione tra cattivi e buoni, ascoltando le memorie dei fiocinini di Comacchio, che ancora raccontano le loro storie a turisti e interessati, pare che ci fossero alcune dinamiche in cui le guardie smettevano i panni di controllori, lasciando addirittura delle provvigioni ai coraggiosi fiocinini o “chiudendo gli occhi” su alcuni arresti, lasciando fuggire i pescatori con parte delle refurtiva e sequestrandone solo metà.
Questo venne confermato dalle parole di Batono, uno dei fiocinini storici di Comacchio,  scomparso nel 2011: “Una notte del 1952, insieme a tre compari, fui sorpreso con un carico di 92 chili di anguille. “ - raccontò a Il Resto del Carlino - “Tra guardie e fiocinini ci si conosceva e ci si metteva d’accordo. Ma quella sera il parente di uno dei pescatori di frodo aveva bevuto e ‘cantò’, così il mattino dopo in paese tutti sapevano. Compreso il capoguardia Batono che fu costretto a incarcerarmi per non perdere la faccia”.

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