Capanno Garibaldi

Dove ebbe inizio la "Trafila" garibaldina


Un luogo suggestivo e sicuramente affascinante da visitare nel comprensorio circostante la città di Ravenna, è il “Capanno di Garibaldi”. Un piccolo capanno nascosto tra gli alberi su uno scorcio di terra all’interno della “Piallassa Baiona”, un bacino lagunare nei pressi di Marina di Ravenna. 

Qui vi soggiornò Giuseppe Garibaldi durante la sua “trafila”, che ebbe inizio quando, nel tentavo di raggiungere Venezia venne intercettato dagli austriaci e fu costretto a sbarcare a 8 chilometri da Magnavacca. Da qui dopo vari spostamenti, raggiunse il capanno dove vi passo la notte insieme ad Anita Garibaldi prima di proseguire la sua trafila fino a Genova.

Il capanno fu costruito nel 1810 da Don Giuseppe Roncuzzi ed adibito a ricovero degli animali durante i periodi di caccia. Passo poi in possesso di altri ravennati fino al 1882, quando ne entrarono in possesso i membri della Società Conservatrice, che ancora oggi ne è custode.


La Società Conservatrice

È molto interessante come ancora oggi i membri della società rispettino le antiche leggi decise al momento della presa in gestione del capanno. La società è formata da 52 membri e non di più, solo quando uno dei membri non farà più parte della società, potrà allora subentrare un nuovo affiliato, che dovrà essere preferibilmente figlio o fratello del vecchio componente della società.

Incendio del 1911

Nel 1911 il capanno venne colpito da un incendio, che lo distrusse. Fu subito ricostruito rispettando le caratteristiche originarie, ovvero un perimetro in muratura, coperto da un tetto in canna valliva, molto spesso e spiovente, sorretto da una struttura in legno. Il primo piano dello stabile è formato da due locali rettangolari coperti da un solaio, anch’esso in legno, che funge da pavimento per la soffitta. All’esterno sono murate 4 lapidi contenenti ricordi della storia di Garibaldi.
Fu fatto ricostruire esattamente uguale dai membri della società, che riutilizzando i resti ricostruirono fedelmente le parti distrutte. La ricostruzione fu voluta come simbolo storico in ricordo dell’unità d’Italia e come testimonianza di fedeltà agli ideali degli uomini che cooperarono al Risorgimento d’Italia.  

Nel 1972, il capanno fu sollevato di un 1,25 m. dal vecchio livello del mare. Questa operazione fu necessaria per difendere lo stabile dalla minaccia di invasione delle acque.


Eventi per i turisti

Il 2 giungo, in onore dell’anniversario della morte di Garibaldi, il capanno è aperto al pubblico e visitabile per tutta l’intera giornata.
Un altro evento molto particolare da segnalare è la fiaccolata di fine anno. Ogni 31 dicembre, un gruppo di quasi 200 persone si riunisce e accende delle fiaccole, per poi sfilare in corteo in direzione del capanno.



 
Capanno Garibaldi

Un luogo suggestivo e sicuramente affascinante da visitare nel comprensorio circostante la città di Ravenna, è il “Capanno di Garibaldi”. Un piccolo capanno nascosto tra gli alberi su uno scorcio di terra all’interno della “Piallassa Baiona”, un bacino lagunare nei pressi di Marina di Ravenna. 

Qui vi soggiornò Giuseppe Garibaldi durante la sua “trafila”, che ebbe inizio quando, nel tentavo di raggiungere Venezia venne intercettato dagli austriaci e fu costretto a sbarcare a 8 chilometri da Magnavacca. Da qui dopo vari spostamenti, raggiunse il capanno dove vi passo la notte insieme ad Anita Garibaldi prima di proseguire la sua trafila fino a Genova.

Il capanno fu costruito nel 1810 da Don Giuseppe Roncuzzi ed adibito a ricovero degli animali durante i periodi di caccia. Passo poi in possesso di altri ravennati fino al 1882, quando ne entrarono in possesso i membri della Società Conservatrice, che ancora oggi ne è custode.


La Società Conservatrice

È molto interessante come ancora oggi i membri della società rispettino le antiche leggi decise al momento della presa in gestione del capanno. La società è formata da 52 membri e non di più, solo quando uno dei membri non farà più parte della società, potrà allora subentrare un nuovo affiliato, che dovrà essere preferibilmente figlio o fratello del vecchio componente della società.

Incendio del 1911

Nel 1911 il capanno venne colpito da un incendio, che lo distrusse. Fu subito ricostruito rispettando le caratteristiche originarie, ovvero un perimetro in muratura, coperto da un tetto in canna valliva, molto spesso e spiovente, sorretto da una struttura in legno. Il primo piano dello stabile è formato da due locali rettangolari coperti da un solaio, anch’esso in legno, che funge da pavimento per la soffitta. All’esterno sono murate 4 lapidi contenenti ricordi della storia di Garibaldi.
Fu fatto ricostruire esattamente uguale dai membri della società, che riutilizzando i resti ricostruirono fedelmente le parti distrutte. La ricostruzione fu voluta come simbolo storico in ricordo dell’unità d’Italia e come testimonianza di fedeltà agli ideali degli uomini che cooperarono al Risorgimento d’Italia.  

Nel 1972, il capanno fu sollevato di un 1,25 m. dal vecchio livello del mare. Questa operazione fu necessaria per difendere lo stabile dalla minaccia di invasione delle acque.


Eventi per i turisti

Il 2 giungo, in onore dell’anniversario della morte di Garibaldi, il capanno è aperto al pubblico e visitabile per tutta l’intera giornata.
Un altro evento molto particolare da segnalare è la fiaccolata di fine anno. Ogni 31 dicembre, un gruppo di quasi 200 persone si riunisce e accende delle fiaccole, per poi sfilare in corteo in direzione del capanno.



 

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